Pubblicato: 11 novembre 2009 alle 19:13
In Cronaca

Dopo le trans, Piero Marrazzo torna dalla mamma (Rai)

 Alessandro Patrono

“Si chiude una porta e si apre un portone”, dicono i saggi.
Saggezza popolare che nel caso del piddino Piero Marrazzo sembra calzare a pennello: per l’ormai ex Governatore del Lazio si sono chiuse le porte della politica, dopo lo “scandalo trans” che lo ha travolto nelle scorse settimane? Poco male: ci sono sempre i portoni di Viale Mazzini pronti ad aprirsi per lui.

Come già per Michele Santoro alla fine della sua avventura nel Parlamento europeo, anche per Marrazzo si prospetta un ritorno fra le braccia di mamma Rai. Non immediato, certo, e molto probabilmente non in video. Ma un ritorno ci sarà, come ha fatto sapere il suo avvocato dalle pagine del settimanale Oggi: “La carriera politica di Marrazzo è finita, ma ha diritto a riavere quel posto di lavoro che aveva lasciato solo temporaneamente”.

Temporaneamente, esatto: l’ex presidente, una volta scelto dagli elettori laziali, non si era dimesso da quella Rai che lo aveva visto protagonista e volto del programma  Mi manda Raitre. Aveva preso un’aspettativa, che si concluderà con la fine effettiva del suo mandato politico, nel maggio 2010 (nel frattempo Marrazzo continuerà a percepire il cospicuo stipendo garantito dalla Regione).

Poco coerente la scelta di tornare a fare tv, per una persona che, sia pur in un momento di grande difficoltà, si era augurata l’oblio: (”Vorrei solo sparire“, si era sfogato) ? In Rete sembrano pensarla così. E puntano il dito proprio sull’aspetto economico della vicenda. Come fa ad esempio David Guetta sul suo blog:

Se Marrazzo volesse ricominciare a risalire la china [...], dovrebbe pubblicamente rinunciare a quei soldi, che moralmente non gli spettano assolutamente [...].
Se, come credo, non lo farà, andrà ad aggiungersi alla folta schiera dei furbetti coi soldi nostri, salvo poi tornare in Rai con lauto stipendio (quindi non è che rimanga senza lavoro e reddito) come da italico copione.

Ma c’è anche chi, come Giovanni Molaschi su Polisblog, ne fa una questione schiettamente politica e ideologica:

Ritornando in tv, l’ex governatore del Lazio non dimostra di essere certo una persona seria. Con quale coraggio lui, e altri volti noti (Michele Santoro piuttosto che Lilli Gruber) che prima di lui avevano tentato la carriera politica possono contestare il conflitto di interessi del premier?

Incoerenza, dunque. È questa la maggiore accusa. E forse Marrazzo se l’è un po’ andata a cercare, come sottolinea FalcoDestro:

Voglio solo ricordare una frase detta da Marrazzo solo due settimane fa (era il 25 ottobre): “Ho sbagliato e pagherò. Ora voglio solo sparire, sparire a lungo”. Riportata da molti giornali in modo virgolettato (qui).

Ma è inutile che gli internauti si lamentino. Marrazzo è un ex politico, ma continuerà a essere un giornalista. E, dopo tutto, “ha diritto a riavere quel posto di lavoro che aveva lasciato solo temporaneamente”. Lo dice il suo avvocato.

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