Capri, abusi edilizi: sigilli nella villa abitata da Montezemolo
Erano da poco passate le 12.30 di venerdì 13 novembre quando la polizia ha bussato al portone di una graziosa dimora ubicata in via Caprile 75, all’angolo con via Ceselle. Siamo ad Anacapri, a pochi passi da piazza Caprile, a trecento metri dalla sede del Municipio, a cinquecento metri dal centro turistico, dalle stradine dello shopping e degli alberghi. Al civico 75 di via Caprile non sorge una casa “qualunque”, ma Villa Caprile, un tempo Villa Adinolfi, da tutti nota come la residenza anacaprese del presidente di Fiat e Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, che – va precisato – non è il proprietario della villa che risulta invece intestata ufficialmente ad una società. Cosa ci facevano gli agenti nella villa dell’ex numero uno di Confindustra, habituè dell’isola azzurra di vecchia data? La presenza dei poliziotti, seppur in abiti civili, non è passata inosservata e in un battibaleno si è saputa la verità. Gli uomini del commissariato di Capri, agli ordini del vicequestore Stefano Iuorio, hanno provveduto, su disposizione della magistratura, ad effettuare un sopralluogo a Villa Caprile durato circa un’ora e mezza e terminato con un sequestro, per abusivismo edilizio, di due manufatti. Si tratta di un rudere e di un vecchio garage che sarebbero stati ampliati e trasformati nel tempo in unità abitabili a tutti gli effetti.
Una trasformazione con cambio di destinazione avvenuta, secondo l’accusa, senza alcuna autorizzazione valida, per di più in zona sottoposta a rigidi vincoli. Il sequestro ha riguardato cento metri quadrati circa di opere edili già ultimate ubicate all’interno della villa di proprietà abitata da Montezemolo che non risulta indagato. All’operazione, cui si riferiscono queste foto scattate all’esterno di Villa Caprile, hanno partecipato il dirigente Iuorio, due ispettori del commissariato e un tecnico del Comune di Anacapri. L’iniziativa si inquadra nell’ambito dell’indagine su edilizia, abusi e presunte connivenze avviata nella scorsa primavera dalla polizia di Capri su delega della Procura di Napoli (sezione ambiente coordinata da Aldo De Chiara), indagine tuttora in corso. L’inchiesta è partita a seguito di articoli di giornale che riportavano un’interrogazione presentata nello scorso mese di marzo dal consigliere regionale del Pdl Pietro Diodato il quale segnalava alcune “anomalie” intorno ai lavori a casa Montezemolo. “L’amministrazione comunale di Anacapri dimostra, per ciò che riguarda gli ampliamenti infiniti di cui è oggetto Villa Adinolfi, di essere servile verso i potenti di turno ed arrogante con i propri amministrati”: è questo quanto aveva affermato all’epoca il consigliere regionale Diodato.
Nel corso degli accertamenti, sono state ascoltate o interrogate una decina di persone, tecnici, politici e vigili urbani. Tra questi anche il sindaco Franco Cerrotta, sentito in Procura come persona informata sui fatti. Ai raggi x è finito il comando della polizia municipale per presunte omissioni relative a due sopralluoghi effettuati tra il 2006 e il 2007 a Villa Adinolfi, uno dei quali conclusosi con un’informativa-fantasma partita per la Procura ma mai recapitata. Tre vigili (il comandante, un agente e un ispettore ora in pensione) risultano indagati per abusi e omissioni in atti d’ufficio. L’indagine, curata dal pm Milena Cortigiano, sarebbe sdoppiata in due filoni, uno relativo agli abusi nella villa e uno alle presunte connivenze o omissioni in generale nel settore dell’edilizia ad Anacapri. Altre inchieste sull’edilizia e sui lavori investono anche il Comune di Capri: al centro di indagini ci sarebbero pratiche sospette per lavori di ristrutturazione, un appalto per i lavori a via Krupp, oltre alla vicenda dei condoni.
Tutto questo mentre la Procura di Napoli ha inserito Capri ed Anacapri tra i comuni interessati a breve dall’esecuzione delle ordinanze di abbattimento. Tiberio Brunetti, consigliere comunale di Rinascita Anacaprese e presidente dell’associazione Liberamente ha dichiarato: “ad Anacapri i rigidi vincoli della tutela paesaggistica non consentono alla cittadinanza di soddisfare le proprie esigenze abitative. Non è pensabile che ad alcuni villeggianti sia concesso ciò che è costantemente negato. Anacapri è indifesa e in balia degli eventi: questa vicenda si cumula a tutti gli altri avvenimenti negativi che si sono verificati sul nostro territorio nell’ultimo periodo. Risulta dunque evidente la totale inadeguatezza politica di chi amministra il nostro territorio, che non è difeso né preservato da speculazioni da parte dei “forestieri.
IL Velino

