Su Cosentino e scudo fiscale: qualche rettifica
Dario Ginefra
Spett.le redazione di Barilive,
nella giornata di oggi (ieri, n.d.r.) è stato pubblicato sul Vostro sito internet un articolo, a firma del sig. Valentino Sgaramella, che, pur nella sua brevità, riesce a condensare strumentali accuse nei miei confronti, tanto gravi quanto scorrette come appare chiaro a chiunque abbia avuto la voglia di occuparsi delle questioni affrontate.
Andiamo con ordine. 1. Mozione Cosentino.
Quanto all’astensione del sottoscritto sulla mozione a firma del capogruppo Soro, con cui si chiedevano le dimissioni del sottosegretario Cosentino, è bene precisare, visto che l’articolista omette di ricordarlo, che la vicenda risale agli ultimi giorni di gennaio, primi di febbraio, del corrente anno; la precisazione non è di poco conto, visto che, in quel momento, il Cosentino non aveva ricevuto neppure la notifica di un avviso di garanzia.
La scelta, contrariamente a quanto si sarebbe indotti a credere dalla lettura dell’articolo di Barilive, e come chiunque avrebbe potuto verificare, è stata oggetto di una pubblica presa di posizione .
Riassumendo brevemente: un mese prima della votazione sulla mozione Soro, il Partito Democratico aveva chiesto a tutti i propri rappresentanti di votare contro la richiesta di custodia cautelare formalmente avanzata dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di un parlamentare del nostro gruppo: non ero d’accordo, ma accettai l’indicazione.
Un mese dopo, quando, si badi bene, ancora non era stato notificato al Cosentino neppure un avviso di garanzia, il nostro stesso gruppo chiedeva di votare la richiesta di dimissioni del sottosegretario, con l’unico risultato possibile di compattare il centrodestra, con un garantismo a intermittenza.
E’ singolare però, che Barilive non abbia precisato:
a) che l’episodio risale a circa dieci mesi addietro;
b) che in quel momento, all’on.le Cosentino non era stato notificato alcunchè, neppure l’avviso di garanzia, per cui la richiesta di dimissioni era motivata unicamente dalle notizie di stampa che cominciavano a filtrare;
c) che ad astenerci pubblicamente, nel Partito Democratico, fummo in tanti, per le ragioni sopra esposte, anche tra i parlamentari pugliesi (arrivando, in un caso, a votare addirittura contro la mozione, non ritenendo sufficiente l’astensione).
1. Scudo fiscale.
E’ vero, come noto essendo stato già oggetto di pubblico dibattito e confronto, che in occasione della votazione finale sullo scudo fiscale ero assente; altrettanto noto ormai, non dal giorno dopo, ma dal giorno precedente la votazione, il fatto che ero stato colpito, come molti altri prima e dopo di me, dall’influenza.
Ho, comunque, chiesto pubblicamente scusa di quanto accaduto, in quanto ritenevo e ritengo la mia un’assenza giustificata ma imperdonabile.
Inutile ricordare che, singolarmente, nessuna eco ha avuto il fatto che il mercoledì precedente, presente il sottoscritto, era stata bocciata la pregiudiziale di costituzionalità al medesimo provvedimento per le assenze, quelle sì ingiustificate, di altri parlamentari dell’opposizione, così come vano è ricordare che il sottoscritto vanta una tra le più alte medie di presenza in Parlamento.
Una riflessione finale è opportuna: l’articolista chiude con una frase che riesce a riassumere meglio di qualsiasi mia considerazione lo spirito ed il livello del testo pubblicato da Barilive (“C’è da attendersi motivate considerazioni (non osiamo definirle giustificazioni), sia da parte dell’on. Ginefra che da parte dell’on. Grassi. A meno che il loro comportamento non sia da considerarsi un acconto per future esigenze”): sono davvero stupefatto del tenore e dalla gravità di quanto con tanta leggerezza pubblicato e chiedo che la testata “Barilive” si dissoci da quanto scritto dal sig. Sgaramella il quale, peraltro, come sopra ricordato, avrebbe potuto, se solo lo avesse voluto, dare conto della posizione del sottoscritto non solo contattandomi direttamente ma, volendo, limitandosi a compulsare interventi pubblici e tuttora accessibili a chiunque.
Ad ogni buon conto, fermo restando il diritto di giudicare, anche senza fondamento alcuno, come meglio si ritiene l’operato degli altri, non può certamente essere consentito infangare l’altrui reputazione con gratuite frasi allusive: pertanto, ove la direzione di “Barilive” non ritenga, quanto meno, di dissociarsi dalla inqualificabile chiusura dell’articolo, mi riservo di tutelare le mie ragioni, prima ancora della mia onorabilità, innanzi a tutte le sedi competenti.
Chiedo, quindi, così come previsto dalla legge e confidando nella Vostra correttezza, di pubblicare la presente richiesta di rettifica nella medesima collocazione, e con il medesimo rilievo tipografico, riservato all’articolo de quo.
* Deputato del PD
Barilive
