In Economia
Standard and Poor’s: Italia promossa ma occorrono misure correttive
di Massimo Morici– -
L’agenzia Standard & Poor’s ha confermato per l’Italia il rating “A+”, confidando nell’attuazione da parte del governo di un ampio programma di consolidamento fiscale della spesa pubblica a partire dal 2010, nonostante il previsto aumento del rapporto debito/pil.
Che tradotto, significa una promozione per il nostro Paese, nonostante la crisi e il debito pubblico che continua a crescere. Per questo nel percorso individuato dall’agenzia di rating americana, non mancano certo ostacoli di lunga durata, a causa di impedimenti infrastrutturali e rigidità strutturali che limitano la vivacità dell’economia. Il potenziale di crescita, infatti, è “basso con rischi di ulteriore indebolimento”.
“Nonostante le pressioni sul deficit e sul debito a causa della recessione economica il rating della Repubblica italiana è stato mantenuto invariato negli ultimi due anni”, si legge nel rapporto. “La recente conferma di ‘A+’ con prospettive stabili si fonda sulle aspettative di una stabilizzazione dell’elevato indebitamento dell’Italia entro il 2011 – sebbene sia tra i più elevati tra i rating sovrani – basata sull’impegno della coalizione di governo per un ampio programma di consolidamento fiscale della spesa a partire dal 2010″.
Le previsioni sul rapporto debito/Pil per l’Italia non fanno ben sperare: “Nel 2010 a 116% e anche un po’ più alto nel 2011″, spiega Myriam Fernandez de Heredia, responsabile per Standard & Poor’s del settore pubblico in Europa (l’Ocse, invece, prevede nel 2010 a 115% e nel 2011 a 120%). “Questo livello di debito/pil previsto è comunque ancora compatibile con il nostro rating attuale”, ha ulteriormente precisato.
L’Italia, insomma, non retrocede, ma c’è un avvertimento: “Al fine di raggiungere questo obiettivo ci aspettiamo che specifiche misure correttive, destinate ad essere introdotte all’inizio del 2010, siano annunciate nel programma di stabilità del governo”. Prossima tappa, quindi, è a Bruxelles entro le prime settimane di febbraio, quando la Commissione europea dovrebbe ricevere il documento sul contenimento dei conti pubblici allo studio dal governo.
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