Pubblicato: 16 dicembre 2009 alle 07:18
In Politica

Casini e il fronte anti Cav.Il dilemma resta o di qua o di là?

di Massimo Morici - 

Il fronte anti Cav. scricchiola dopo l’aggressione a Berlusconi di domenica sera, in piazza Duomo a Milano. Il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, dopo aver espresso solidarietà al premier, ancora ricoverato al San Raffaele (qui su twitter), non ha ancora scaricato Di Pietro. E la sua politica dei due forni, ormai, è sotto gli occhi di tutti.

La scorsa settimana, infatti, il leader centrista ha proposto un fronte comune, anche con Pd e IdV, per battere il Cavaliere in caso di elezioni anticipate. E così lunedì sera a Porta a porta: “Quell’intervista la ribadisco dalla A alla Zeta perché sono una persona seria. Nell’intervista alla Stampa c’è un concetto molto semplice: mi auguro che Berlusconi, avendo una maggioranza di 100 parlamentari in più governi perché ha il dovere di farlo. Se poi senza giustificazione, dopo l’attacco al Colle e alla Consulta, volesse andare al voto anticipato, ci potrebbero essere schieramenti inediti”. E comunque, ha detto Casini da Bruno vespa: “In quel caso parlavo di elezioni anticipate che poi nel comizio Berlusconi ha ridimensionato”.

Il leader Udc ha poi aggiunto di aver avuto lunedì una telefonata ”affettuosa” con il presidente del Consiglio ”e non poteva essere diversamente perché per me da sempre ci sono gli avversari politici e non i nemici”.
Ma in molti si chiedono,  a quando il nuovo cambio di rotta? La scorsa settimana, Casini sembrava sicuro: la scelta era ricaduta sul centrosinistra. Ora, dopo il fattaccio di domenica, possibile che avvenga il dietro front?

Il Cavaliere, pochi minuti prima di essere aggredito, sul palco era stato netto: “L’Udc sta un po’ di qua e un po’ di là; noi speriamo che stia di qua ma se sta di là non piangiamo”.

Casini, intanto, continua a traccheggiare e i flirt dell’Udc, per le Regionali 2010, variano da regione a regione. Il leader cattolico vorrebbe rispondere con lo slogan elettorale di alcuni anni fa: ”Io c’entro”. Ma a pochi mesi dal rinnovo di tredici governatori, che si terrà a marzo, la posizione indipendente non convince più.

Prevedibile, si mormora negli ambienti del centrodestra, il fallimento del fronte anti Cav. “Se l’aggressione ha una conseguenza immediata sul piano politico, è quella di aver fatto fallire, prima di nascere, l’ipotesi prospettata da Casini di dar vita a un fronte democratico a difesa delle istituzioni”, spiega Italo Bocchino, vice capogruppo finiano dei deputati del Pdl. “In questo momento, se ci fosse la necessità di un fronte comune, non potrebbe che essere per la pacificazione nazionale. Tanto che dovrebbe spingere lo stesso Casini a passare con noi, anziché pensare ad eventuali alleanze con Di Pietro”.

E così, Casini dovrà decidere: alleati col Pdl o con Bersani e, quindi, anche Di Pietro? Difficile dirlo, visto che in meno di una settimana il leader dell’Udc ha detto tutto e il suo contrario.
Questo un breve sunto delle sue dichiarazioni. La scorsa settimana, alla Stampa, lancia l’idea che tanto piace a Pd e IdV: “Se Berlusconi vuole andare al voto anticipato sappia che si troverà di fronte alle urne uno schieramento repubblicano in difesa della democrazia”. Poi, lunedì, la solidarietà incondizionata al premier e la bocciatura delle dichiarazioni di Di Pietro.

In aula, martedì, di nuovo una sorpresa. Intervenendo contro la proposta del governo di oscurare i siti pro Tartaglia, Casini ha detto la sua: “Censurare internet è sbagliatissimo, censurare i giornali è ancora più sbagliato. Se invece di censurare i giornali li leggiamo, guardiamo come le campagne di odio si fanno da destra e da sinistra. Chi è senza peccato scagli prima pietra. Noi non saremo certo i primi a scagliarla“, ha spiegato Casini. Che ha così concluso: “Guai a rispondere con provvedimenti che finirebbero per essere illiberali davanti a sfide che richiedono da parte nostra la tolleranza zero verso i colpevoli. In conclusione: primo, isolare i violenti senza ’se’ e senza ‘ma’, da parte di tutti i partiti presenti in Parlamento perché ambiguità e ‘doppipesismi’ non sono consentiti”.

In questo scenario, quale sarà la prossima mossa del leader centrista? Pd, IdV da una parte, e Pdl dall’altra, rimangono in attesa.

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1 Commento

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