Pubblicato: 22 gennaio 2010 alle 14:51
In La Giustizia

L’abc del ddl sul processo breve

Passa da 3 a 10 articoli il ddl sul processo breve dopo l’esame di Palazzo Madama. Nel provvedimento di tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, fra le modifiche, si alza l’asticella della durata massima del giudizio penale, per reati puniti fino a 10 anni, che viene portata a tre anni, per il primo grado, due per il secondo e 18 mesi per la Cassazione.

Nella versione iniziale del disegno di legge, il tetto massimo, complessivo, per i primi due gradi di giudizio e per il ricorso in Cassazione, era fissato in 6 anni. Si prevede, poi, l’applicazione delle nuove norme sull’estinzione dei processi per violazione dei termini di durata ragionevole, anche, ai procedimenti relativi agli illeciti amministrativi, dipendenti da reato, di società, persone giuridiche e associazioni, di cui al Dlgs 231/2001. Le novità si applicheranno, anche, ai processi in corso: destinati all’estinzione, in particolare, saranno tutti i processi per reati coperti da indulto con pene massime inferiori a 10 anni, che non arrivano a sentenza entro 2 anni dalla richiesta di rinvio a giudizio. È previsto un aumento dei termini fino a 2 anni e 3 mesi in caso di nuove contestazioni da parte del Pm.

Rimangono, invece, fermi i termini per ritenere “ragionevole” un giudizio: 2 anni per ciascuno dei primi 2 gradi di merito, altri 2 anni per l’esame di legittimità, più un altro anno in ogni caso di giudizio di rinvio. Superati tali limiti, lo Stato dovrà risarcire l’interessato. Ecco, punto per punto, tutto quello che contiene il ddl sui “processi brevi”, licenziato da Palazzo Madama , che sarà ora esaminato dalla Camera.

Entrata in vigore (articoli 9 e 10). Le nuove disposizioni sul processo breve entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta. Scadenze e limiti diversi, per l’applicazione ai processi. In via generale, le novità legislative si applicano anche ai processi in corso: destinati all’estinzione tutti i processi per reati coperti da indulto con pene massime inferiori a 10 anni, che non arrivano a sentenza entro 2 anni dalla richiesta di rinvio a giudizio. È previsto un aumento dei termini fino a 2 anni e 3 mesi in caso di nuove contestazioni del Pm. Nei giudizi, poi, di responsabilità contabile, le nuove norme si applicano anche ai giudizi in corso, quando dal deposito della citazione a giudizio nella segreteria della competente sezione della Corte dei Conti siano trascorsi almeno 5 anni e non si è concluso il giudizio di primo grado. Sul fronte, invece, delle aziende è prevista l’estinzione dei processi per reati commessi prima del 2006 per i quali non si sia ancora giunti a sentenza entro 2 anni.

Equo indennizzo (articolo 1). Arriva una razionalizzazione delle procedure di equo indennizzo previste dalla legge Pinto nei casi di violazione del diritto alla ragionevole durata dei processi. Si motiva la scelta per gli ingenti costi che, ogni anno, l’Italia paga per l’eccessiva durata dei giudizi: 14,7 milioni di euro, nel 2007, 25 milioni, nel 2008, 13,6 milioni, solo nel primo semestre 2009. Le nuove norme prevedono, in particolare, che la domanda di equa riparazione sia subordinata a una specifica istanza di sollecitazione, che la parte deve presentare nel processo (civile, penale o amministrativo) entro 6 mesi dalla scadenza dei termini di non irragionevole durata. In questo modo, il meccanismo potrà assumere una funzione non solo risarcitoria, ma, anche, acceleratoria del giudizio. Presentata l’istanza di sollecitazione (nei confronti del ministero della Giustizia, per procedimenti del giudice ordinario, di quello della Difesa, per procedimenti militari e al ministero dell’Economia, in tutti gli altri casi), i processi godranno di una corsia preferenziale, sotto la vigilanza del capo dell’ufficio interessato, e la sentenza che definisce il giudizio potrà essere sinteticamente motivata (fanno eccezione le sentenze penali). Si fissa, poi, un termine “presuntivo” di irragionevole durata del processo: 2 anni per ciascuno dei primi 2 gradi di merito, altri 2 anni per l’esame di legittimità, più un altro anno in ogni caso di giudizio di rinvio. Non si tratta, però, una presunzione assoluta, visto che il magistrato che decide sulla domanda di equa riparazione (vale a dire la corte d’appello competente) potrà aumentare il termine fino alla metà nei casi di complessità del caso e valutato, pure, il comportamento delle parti private e del giudice. Ai fini dell’equa riparazione, il processo si considera iniziato, in ciascun grado, alla data del deposito del ricorso introduttivo del giudizio o dell’udienza di comparizione indicata nella citazione, ovvero alla data del deposito dell’istanza di fissazione dell’udienza. Si considera, invece, terminato con la pubblicazione della decisione. Il processo penale si considera iniziato alla data di assunzione della qualità di imputato. Si chiarisce, inoltre, per valorizzare la speditezza, ma, anche, la lealtà processuale, che dal termine di ragionevole durata del processo sono esclusi i periodi relativi ai rinvii richiesti o consentiti dalla parte, nel limite di 90 giorni ciascuno. Le nuove norme prevedono anche che, nella liquidazione dell’indennizzo, il giudice debba tener conto del valore della domanda proposta, o accolta, nel procedimento nel quale si è verificata la violazione del termine di ragionevole durata. L’indennizzo si riduce di un quarto, quando il procedimento, cui si riferisce la domanda di equa riparazione, è stato definito con il rigetto delle richieste del ricorrente, ovvero quando ne è evidente l’infondatezza. La decisione sulla domanda di equa riparazione arriva con decreto, da emettere entro 4 mesi dal deposito della richiesta, contro cui è ammessa opposizione entro 60 giorni.
Estinzione del processo (articoli 5 e 8). Si prevede l’estinzione dell’azione penale e, quindi, del processo, per la violazione dei termini di ragionevole durata. Sarà emessa una sentenza ad hoc. L’imputato, tuttavia, può dichiarare di rinunciare all’estinzione del processo. La dichiarazione (volontaria) deve essere formulata personalmente in udienza o presentata dall’interessato o a mezzo di procuratore speciale. Secondo le nuove norme l’estinzione processuale avviene secondo un doppio canale. Per i reati puniti con pena pecuniaria o detentiva, inferiore nel massimo a 10 anni, il giudice pronuncia l’estinzione del processo in 4 casi. Primo, quando dall’esercizio dell’azione penale, da parte del Pm, siano decorsi più di 3 anni senza arrivare alla pronuncia delle sentenza di primo grado. Secondo, quando dalla sentenza di primo grado siano decorsi più di 2 anni senza che sia arrivata la decisione di appello. Terzo, quando dall’appello siano passati più di 18 mesi senza che sia stata pronunciata la decisone di legittimità da parte della Cassazione. Ultimo, stop, invece, quando dal giudizio di rinvio, è decorso più di un anno per ogni ulteriore grado di processo. Nella versione iniziale del provvedimento il tetto massimo complessivo per i primi due gradi di giudizio e per il ricorso in Cassazione era fissato in 6 anni. Aumenta, anche, il limite massimo di durata del processo per reati puniti con oltre 10 anni di carcere: 4 anni per il primo grado, 2 per l’appello e 18 mesi per il ricorso in Cassazione. Per i casi di mafia e terrorismo sono previsti 5 anni per il primo grado, 3 per l’appello e 2 per il ricorso in Cassazione. Solo per questi ultimi è possibile una dilatazione di un terzo dei tempi processuali, ma solo se il processo si rilevi particolarmente complesso o vi sia un elevato numero di imputati. Si indicano, poi, i casi in cui “l’orologio” dei termini è sospeso: per i periodi di sospensione del processo previsti dalla legge (autorizzazione a procedere o deferimento della questione a altro giudizio) o, nell’udienza preliminare e nella fase di giudizio, durante il tempo in cui l’udienza o il dibattimento sono sospesi o rinviati per impedimento dell’imputato o del suo difensore o quando il rinvio è stato disposto su loro richiesta, sempre che la sospensione o il rinvio non siano stati disposti per assoluta necessità di acquisire una prova. A queste ipotesi, va aggiunta anche quella in cui il blocco del procedimento si verifica per una causa esterna, non imputabile agli organi giudiziari, come, quando, sia in atto l’estradizione dell’imputato. Si prevede poi che, quando in dibattimento vengono effettuate nuove contestazioni dal pubblico ministero, il termine di fase non può essere aumentato complessivamente per più di 3 mesi. Le nuove norme specificano, inoltre, che la sentenza di non doversi procedere, per estinzione del processo, una volta definitiva, produca l’effetto preclusivo del cosiddetto ne bis in idem. Si prevede, inoltre, che la parte civile che si sia costituita nel processo colpito dalla estinzione, quando trasferisce l’azione in sede civile, ha diritto sia alla riduzione della metà dei termini a comparire, sia alla trattazione prioritaria del processo relativo all’azione trasferita. Infine, le nuove norme sull’estinzione dei processi per violazione dei termini di durata ragionevole si applicano anche ai procedimenti relativi agli illeciti amministrativi dipendenti da reato di società, persone giuridiche e associazioni, di cui al Dlgs 231/2001.

Incompetenza del giudice (articolo 6). Si prevede che se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento, il giudice dichiari, con sentenza, l’esistenza di una causa di non punibilità in ordine al reato appartenente alla sua competenza per territorio, con la stessa sentenza, è tenuto a dichiarare la propria incompetenza in ordine al reato per cui si procede e trasmettere gli atti al Pm presso il nuovo giudice competente.

Monitoraggio sui costi del nuovo “processo breve” (articolo 7). Si introduce una sorta di “clausola di salvaguardia”, che assegna al ministero dell’Economia il compito di assumere «conseguenti iniziative legislative» nel caso in cui si riscontri che dall’attuazione del presente ddl sul processo breve si rechi pregiudizio al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica.

Responsabilità contabile (articolo 4). Si prevede l’estinzione del giudizio di responsabilità davanti alla Corte dei conti in due ipotesi. Quando, dal deposito dell’atto di citazione in giudizio nella segreteria della competente sezione siano trascorsi tre anni senza che sia stato emesso il provvedimento che definisce il giudizio in primo grado. Il termine scende a due se il danno erariale non supera il valore di 300mila euro. E, quando, poi, dalla notifica o pubblicazione del provvedimento che chiude il primo grado siano decorsi più di due anni senza che sia stato emesso il provvedimento che definisce l’eventuale giudizio d’appello. Tali termini si sospendono nel caso in cui l’udienza o la discussione siano sospese o rinviate su richiesta del convenuto, o del suo difensore, per necessità di acquisire prove. Si prevede, infine, che la Corte dei conti, a Sezioni unite, possa giudicare, anche, con sentenza definitiva di accertamento, sui ricorsi proposti dagli organi politici di vertice delle amministrazioni contro le delibere conclusive di controlli su gestioni di particolare rilevanza per la finanza pubblica. Tali ricorsi vanno proposti entro il termine perentorio di 60 giorni dalla formale comunicazione delle delibere.Spese di giustizia (articolo 2). Si stabilisce che il procedimento per equo indennizzo è soggetto al pagamento del contributo unificato, fissato nella misura di 70 euro (come, attualmente, si paga per i processi di valore superiore a 1.100 euro e fino a 5.200 euro, per quelli di volontaria giurisdizione, nonché per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del codice di procedura civile, cioè, i procedimenti in camera di consiglio). Le nuove norme si applicano ai procedimenti iscritti successivamente alla data di entrata in vigore del presente ddl. Per tutti gli altri, invece, continua ad applicarsi l’esenzione dal pagamento del contributo unificato.

Stato: danno all’immagine (articolo 3). Si fornisce un’interpretazione autentica all’articolo 17, comma 30-ter, del decreto anticrisi 2009. In particolare, si prevede che «qualunque atto istruttorio o processuale posto in essere in violazione delle disposizioni sull’azione per danno erariale, salvo che sia stata già pronunciata sentenza di merito anche non definitiva alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto anticrisi, è nullo e la relativa nullità può essere fatta valere in ogni momento, da chiunque vi abbia interesse, innanzi alla competente sezione giurisdizionale della Corte dei conti, che decide nel termine perentorio di 30 giorni dal deposito della richiesta».

CLAUDIO TUCCI
ILSOLE24ORE

2 Commenti

  1. “Sindaco” Portobello La bugia è una mezza verità

    Dicevasi che……… Nel paese della bugia, la verità è una malattia (Il Sindaco)

    Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Buongiorno, Buon pomeriggio oppure Buona sera, ciò dipende da quando Lei mi concede il piacere di leggermi. Comunque un consiglio per Lei, la lettura mai a ridosso dei pasti.
    Prima di entrare in argomento Signor “Sindaco” mi permetta di congratularmi con Lei per la capacità a dimenticare alcune scomode VERITA’ che Lei garbatamente tende spesso e volentieri ad “omettere”, ma soprattutto le mie congratulazioni per la Sua capacità di cambiare posizione repentinamente e senza nemmeno avvertire il Suo Assessore all’Ambiente dr. Marcello Cutino. Mi creda Signor “Sindaco” mi vedevo già Lei sotto i riflettori delle telecamere e assediato dai flash dei fotografi mentre Lei con cazzuola e cemento posava la prima pietra della costruzione, a Isola delle Femmine, del traliccio per l’installazione dell’antenna Radar atta a rilevare il Wind Shear , così come leggiamo da una Sua missiva, che Lei responsabilmente ha FIRMATO, alla Società Marisicilia protocollo 1423 del 27 gennaio 2006.
    Per carità Signor “Sindaco” mi creda non voglio certamente tornare di nuovo sulla Sua affidabilità o sulla Sua coeerenza e neanche sulla Sua credibilità, mi preme invece attirare la Sua attenzione sui rischi politici giuridici ed istituzionali che Le possono derivare e le conseguenze di un sicuro e lento disfacimento della Sua maggioranza, l’esperienza Le dice che l’attuale Assessore geologo Marcello Cutino nella scorsa legislatura aveva rassegnato le sue dimissioni per contrasti con la sua maggiorana sulla diversa visione delle tematiche ambientali e su atti e decisioni concordate a sua insaputa.
    Si ricorda Signor “Sindaco” Gaspare Portobello? Stiamo parlando dell’ASSESSORE Cutino Marcello anche in riferimento alla richiesta di dimissioni avanzate dal gruppo Rinascita Isolana perché risulta essere parente acquisito di un nostro Concittadino che Lei in una seduta di Consiglio ha definito essere mafioso.
    Scusi la digressione Signor “Sindaco” e andiamo avanti dunque………
    Veda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei ha un grosso problema, come ho avuto il modo di dirLe in diverse occasioni in cui ho avuto il piacere di intrattenerLa: Lei si preoccupa TROPPO in chi io SIGNOR Pino Ciampolillo ripongo la mia fiducia, la mia credibilità, la mia disponibilità, la mia INTELLIGENZA, il mio estro, la mia fantasia. Io penso che questo non frega niente a nessuno, ma soprattutto, cosa non da poco mi creda Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, non incide minimamente sulla tenuta della legalità, della democrazia e della Trasparenza dell’Istituzione Comune che Lei dovrebbe rappresentare.
    I Cittadini sono invece molto interessati al fatto che sulle elezioni amministrative di Isola, anche a seguito di quanto da Lei dichiarato in Consiglio Comunale, è aperta un’indagine della magistratura sul possibile intervento della mafia nelle ultime elezioni, sulla mercificazione delle elezioni amministrative, sulle consulenze, sulle concessioni edilizie rilasciate in prossimità delle elezioni e subito dopo, sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sull’affidabilità di un pubblico dipendente, insomma su tutti gli atti che ha prodotto la Sua amministrazione. La Cittadinanza è invece preoccupata sulla richiesta fatta alle Autorità competenti di istituire una Commissione di Accesso per verificare l’eventuale e non auspicabile scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine. La caserma dei Carabinieri di Isola è ormai un continuo viavai di persone che denunciano fanno mettere a verbale quanto dichiarano di aver vissuto e subito in termini di legalità, malaffare e di poca trasparenza nell’operato della Pubblica Amministrazione di Isola. Purtroppo le ultime notizie di stampa sono un ulteriore conferma di questo stato di degrado. I Cittadini di Isola delle Femmine sono preoccupati delle indagini che la magistratura ha aperto sui fatti e misfatti di Isola delle Femmine. Grazie a Lei, al Suo gruppo politico, alla sua maggioranza la Sua definizione di Isola delle Femmine come “Isola felice” sta diventando disgraziatamente “l’isola dei famosi”, e quelle che venivano considerate “beghe di paese” si stanno rivelando delle lacerazioni del tessuto socio-economico-istituzionale di Isola delle Femmine.
    Signor Sindaco Professore Gaspare Portobello la smetta di preoccuparsi della MIA PERSONA e valuti attentamente cosa io e i CITTADINI sani di questo PAESE abbiamo da dirLe. Spalanchi le orecchie, la mente ma soprattutto il cuore, si renda disponibile al confronto civile democratico e RISPETTOSO dell’interlocutore
    Inizi per esempio a non autoincensarsi della Sua educazione rispetto ai Cittadini di Isola delle Femmine, mi segua Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini hanno la capacità e l’intelligenza per apprezzare la Sua buona educazione.
    Veda l’esempio della Signora che Lei altezzosamente ha redarguito fino a farla star male, oppure il fratello di un consigliere che si sente dire dei rischi in cui può incorrere il fratello se…, oppure gli interventi rabbiosi ed insultanti contro il MIO AMICO e concittadino Nino Rubino. Naturalmente e sono solo alcuni esempi.
    Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi tolga una curiosità, come vive le accuse (ad onor del vero sono tutte accuse che andrebbero provate, e non bastano certamente le schede elettorali segnalate, oppure la facile licenza edilizia, o alcuni professionisti amministratori che firmano progetti costruttivi o dei sequestri di beni a parenti di dipendenti comunali, come non basta citare il caso denunciato da alcuni elettori cittadini che oltre alla promessa del solito posto di lavoro, hanno ricevuto un contributo economico per aver sponsorizzato la lista Progetto Isola del “Sindaco” Portobello e tutti gli altri casi denunciati alle Autorità Giudiziarie, come non bastano certamente le delazioni di alcuni mezzi di comunicazione Stampa Riviste Giornali e televisioni, fatte circolare in paese di probabili beneficenze della Calliope s.r.l. ad alcuni figli di amministratori consistenti in appartamenti) accuse di “mafiosità” che continuamente rivolgono a Lei oltre che a componenti della Sua giunta sino a coinvolgere alcuni componenti del suo gruppo politico. E’ pur vero che a queste “fastidiose” ed imbarazzanti presenze si contrappongono i baluardi della legalità rappresentati dal Presidente della Commissione bilancio il Consigliere Guttadauro, il baluardo della legalità rappresentato dal Vicepresidente del Consiglio geom Dionisi Vincenzo. SI! lo stesso consigliere che negli anni passati, CONTRO la sua parte politica, ha promosso alcune interrogazioni parlamentari contro la presenza mafiosa nell’amministrazione di cui già allora aveva in Lei la massima rappresentanza. La vedo sorridere le persone messe sotto accusa allora, continuano OGGI a presidiare il Comune. A fronte di questa situazione Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi creda, non Le conviene stare più con due piedi in una scarpa anche perchè comunque le scarpe si vendono sempre a paia. Si è lo stesso geometra Dionisi che va dicendo in giro “ …. fuss pi mia scurerei questo sito di isola pulita…” non rendendosi probabilmente conto, il Signor geometra Dionisi Vincenzo che oscurare un sito, chiudere un giornale, impedire di parlare, significa togliere spazi di democrazia di dibattito di discussione e di crescita umana sociale e spirituale di una comunità. Lungi da me strumentalizzare il pensiero dell’onorevole Gianfranco Fini, sulla libertà di espressione, probabilmente il geometra Dionisi Vincenzo ha fatto abiura del suo trascorso politico, rinnegando così le sue provenienze politiche, le sue battaglie contro il malaffare, contro la corruzione, le sue battaglie contro l’inquinamento mafioso della cosa pubblica. Il nostro comune amico geometra Dionisi Vincenzo, forse il paese che lui voleva servire (prima di essere eletto) si è numericamente rimpicciolito.
    n.b. Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello l’onorevole promotore della interrogazione parlamentare (di allora) è lo stesso onorevole OGGI relatore di maggioranza sul caso della richiesta di arresto dell’onorevole Cosentino. Pensi! Signor “Sindaco” che Lei, nei giorni scorsi, ha avuto il piacere di un convivio cullinario in un ristorante del nostro paese. Immagino, sia stato bello, riparlare degli stessi problemi dopo tanti anni. Si è pur vero che ha dovuto faticare con l’interlocutore per fargli comprendere che quelli che ieri erano suoi avversari o quantomeno tali li considerava, OGGI sono i suoi più fidati SPONSOR. Grande il dilemma rimasto all’onorevole: Ma a Isola delle Femmine cosa cambia il tempo o le persone? L’onorevole ancora oggi è alla ricerca di uno straccio di risposta.
    Complimenti Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello è riuscito a spiegare bene al Suo interlocutore questo doppiopesismo o come dicono gli esperti cerchiobottismo.
    Infine Signor “Sindaco” in prossimità delle feste natalizie, il mio augurio che Babbo Natale Le porti in dono la Riscoperta del Suo senso dell’ UDITO per ASCOLTARE la ricchezza delle Idee, Proposte Suggerimenti dei Suoi interlocutori, un altro dono vorrei Le fosse recapitato la Riscoperta del Suo senso della VISTA per avere Lei la grande opportunità di ammirare l’immenso Amore, la grande Umanità che sta oltre il Suo “giardinetto” e che con i Suoi “paraocchi”oggi non riesce a vedere.
    Con Stima e simpatia anche se non ricambiata il nano malefico
    per gli AMICI Pino Ciampolillo

  2. Onestà, Rispetto, Impegno e Politica

    Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Buongiorno, da parte mia ben ritrovato, con la speranza di una reciproca condivisione.
    Signor “Sindaco” prima di iniziare la nostra “passeggiata” tra i fatti e misfatti della vita politica-amministrativa del nostro paese, mi permetta di smentire le voci, che in maniera interessata, vogliono leggere nei tanti interventi sull’attuale dibattito politico: una offesa alla Sua persona invece che una critica (anche se apra) ai comportamenti che Lei e il Suo Gruppo mettete in atto.
    Qui, non mi interessano certamente le menzogne e la disinformazione che rappresentano ottimamente la Sua/Vostra ben rodata prassi ricattatoria, di una mentalità abituata a cambiare e deformare fatti notizie ed avvenimenti, allo scopo di “raccattare” solidarietà e consensi alla vostra “politica”, da parte dei Cittadini di Isola delle Femmine.
    Non cada dalle nuvole Signor “Sindaco”! Nella scorsa legislatura quante “promesse e offerte” sono state fatte direttamente o indirettamente al gruppo consiliare di “Insieme Isola”? Quante volte ha pubblicamente affermato: “…se non amministro è colpa di……….”. “ Io volevo ma loro…..”.
    Si! Signor “Sindaco” Lei mi risponderà così fan tutte, pur di tenersi una fascia tricolore.
    No! Signor “Sindaco”. Lei, responsabilmente, deve dire così faccio IO!
    Non mi sembra del tutto corretto da parte Sua, giudicare ciò che fanno gli altri.
    Mi verrebbe da chiederLe se le è chiara e il perché di tale risposta da parte mia..
    Vi è in me come di tanti Cittadini onesti e sani di questo paese il convincimento che:
    “Non c’è ricchezza al mondo che possa comprare l’onestà”
    Le consiglio Signor “Sindaco” di prestare un attimo di più attenzione a come i cittadini di Isola interpretano le Sue/Vostre dicerie e manovre. Si dice che la pazienza o meglio il limite di sopportazione, dei cittadini non sempre è determinato dal tempo: ma dalla qualità della vita, dal soddisfacimento dei bisogni primari, dal grado di coinvolgimento e della partecipazione popolare, dalle opportunità di crescita che si creano.
    Mi permetta di dire a Lei Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, e al Suo Gruppo politico che la sostiene, di aver intrapreso una strada completamente sbagliata fatta di affari Vostri e del Tira a campà per i Cittadini
    Le sarà certamente chiaro Signor “Sindaco” Gaspare Portobello ciò che i Cittadini leggono in questi Vostri comportamenti e nelle considerazioni che Voi avete di loro: “Siamo considerati dei cogli…”, a voler essere più buoni i Cittadini leggono nei Vostri comportamenti:
    “siamo pescatori e non possiamo capire …”.
    Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, spero stia prendendo coscienza che Isola delle Femmine sta vivendo una delle stagioni più drammatiche dal punto di vista della legalità, dei rapporti sociali, della trasparenza, della mancanza di confronto delle diverse posizioni politiche. Nessun segnale positivo arriva dall’economia del nostro paese, la tendenza ad un’ulteriore peggioramento è scritto nel Vostro immobilismo, nella Vostra incapacità ad interpretare i cambiamenti con la conseguenza di un’incapacità progettuale. (vedi Italcementi, vedi Sicar, vedi tutta una serie di piccole realtà industriali che hanno abbandonato il nostro territorio, vedi la facilità con cui si aprono delle attività commerciali che è quantomeno pari al loro numero di chiusure…….). Mi chiedo Signor Professore Gaspare Portobello se Lei nella sua qualità di “Sindaco” o “Assessore” ha mai prodotto un documento di analisi economica che fotografasse la realtà economica di Isola delle Femmine e le sue prospettive? Conosco la risposta! Lei era impegnato nelle cariche che ricopriva. E’ vero Lei non ha mai fatto un giorno da Consigliere Comunale che vuol dire il semplice gettone di presenza.
    Signor “Sindaco” a Isola delle Femmine manca la libertà di stampa, la libertà di esprimere le proprie opinioni e quando non si riesce con le minacce e le intimidazioni si ricorre al giudice: DIFFIDATE IL NOTIZIARIO a riportare l’informazione!
    E’ di questi giorni la notizia dell’invio di parecchie raccomandate di intimidazioni nei confronti di cittadini che hanno la semplice colpa di esprimere liberamente il proprio pensiero, schierandosi senza tentennamenti e reticenze dalla parte della legalità, contro il malaffare e la corruzione.
    Ricordo solo qualche mese addietro l’invito a partecipare alla manifestazione nazionale per la libertà di stampa da parte di quelle stesse persone, movimenti sindacati (ad personam) che oggi attraverso minacce denigrazioni denunce querele diffide chiedono alla giustizia di mettere la museruola al dissenso. Chista è a zita! Statti mutu
    Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello! Si rende conto che ormai la situazione politica-amministrativa nel nostro paese è degenerata che sta creando un clima di divisione sfiducia e rabbia nei Cittadini le cui conseguenze potrebbero essere imprevedibili.
    Un appello lancio a Lei Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello abbandoni questi Suoi atteggiamenti da “podestà” del ventennio infausto, Lei Signor “Sindaco” si renda interprete della richiesta che Le arriva da parte della maggioranza di Suoi Concittadini: Confronto, Partecipazione, Pari opportunità, Sviluppo economico, Trasparenza, Legalità e una grande e coraggiosa azione di “bonifica”, di tutti i “virus” che stanno infettando la macchina amministrativa.
    Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, nel confermare il mio/nostro impegno e partecipazione, le auguro Buon Lavoro e appuntamento alla prossima passeggiata sulla strada della Legalità, dell’Amicizia e dell’Amore per il prossimo.

    Con Stima e simpatia anche se non ricambiata il nano malefico

    per gli AMICI Pino Ciampolillo
    http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com

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