Pubblicato: 11 marzo 2010 alle 16:33
In Politica

Il Pdl in piazza per proporre, non per protesta. Gelo fra Berlusconi e Fini

MASSIMO MORICI — –

Il Popolo della libertà scenderà in piazza per una grande manifestazione nazionale in difesa del diritto di voto, prevista il 20 o il 21 marzo a Roma. L’annuncio del premier Silvio Berlusconi alla conferenza stampa con Renata Polverini di mercoledì.

Anche questa volta il presidente del Consiglio ci mette la faccia e scende in campo per risollevare un partito tramortito dal caos sulle liste. E spiega: non per contestare, ma “per proporre, per chiamare i candidati presidenti del Pdl a un patto con gli elettori che passi da un impegno preciso su temi concreti, dal piano casa, alla lotta contro la burocrazia, all’ambiente”.

In piazza, però, non ci sarà Gianfranco Fini il quale ha spiegato, quasi glissando sull’iniziativa del premier, che “il presidente della Camera non partecipa a manifestazioni in campagna elettorale organizzate dai partiti”.
Una risposta che negli ambienti del Pdl viene interpretata come l’ennesima presa di distanza dal Cavaliere, dopo il silenzio sul caos delle liste nel Lazio. ”Se la Polverini vince ha vinto Berlusconi, se la Polverini perde ha perso Fini”, il commento di un ministro riportato in un retroscena de il Giornale, che spiega l’impegno in prima persona del premier nella campagna elettorale nel Lazio anche per risolvere il braccio di ferro con il presidente della Camera.

Anche perché le incomprensioni tra i due esponenti principali del Pdl vanno avanti ormai da mesi. Troppo tempo. Ed è lo stesso Berlusconi a ribadirlo in una mail spedita alla candidata del centrodestra nel Lazio e pubblicata da l’Occidentale (qui il testo completo). Scrive il premier rivolgendosi alla Polverini:

“Io con Fini meno ci parlo meglio sto. Fallo tu, tiralo dentro la campagna elettorale, digli che non si può mettere a fare il Presidente super partes proprio adesso. Si è speso tanto per la tua candidatura si spenda anche un po’ per la tua elezione”.

Il Cavaliere poi attacca i Radicali (qui il testo della ricostruzione del premier fatta in conferenza stampa), che hanno ”messo in atto una gazzarra” con la scusa che “fosse in atto una manomissione delle liste”, e l’ufficio elettorale, che commettendo un “marchiano errore” non ha proceduto alla “registrazione della lista del Pdl”. Poi l’affondo contro l’opposizione il cui comportamento “è stato ed è antidemocratico e meschino”. E ancora: ”Noi ci saremmo comportati nel modo opposto. Ma daremo una lezione alla sinistra con i nostri candidati, le nostre ragioni e i nostri programmi, e dimostreremo di poter prevalere sui malefici, la slealtà, l’atteggiamento antidemocratico della sinistra”.

Il Pd, infatti, è sempre più al traino dell’Idv: un partito “debole” ed “etero diretto”, come ha scritto Angelo Panebianco sul Corriere della sera. Sabato scenderà in piazza per manifestare contro il decreto interpretativo e i riflettori saranno, quasi sicuramente, puntati su Antonio Di Pietro, che nei giorni scorsi ha attaccato duramente il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per aver firmato il decreto “salva liste”.

In questo scenario, dove le carte bollate continuano a prevalere sulla politica, una futura vittoria di Renata Polverini nel Lazio avrà “un valore infinitamente superiore a quello che avrebbe potuto avere senza azzoppamenti di sorta”, come fa notare Arturo Diaconale su l’Opinione.

Diversamente, se a spuntarla sarà l’avversaria Emma Bonino, è assai probabile che il centrodestra punterà all’annullamento del voto. Gli strascichi di questa velenosa campagna elettorale dureranno ancora a lungo.

PANORAMA

1 Commento

  1. Enrico Fumagalli scrive:

    Due ann persi per salvare il Berlusca dai processi, nel frattempo il poverino, in un anno di crisi, è riuscito ad aumentare il suo patrimonio di soli 2,5 miliarsi. alla faccia degli italiani. Ora parla per l’ennesima volta di programmi, cas<, dopo che è fallit la porcheria messa in onda, famiglia che sono blaterazioni che sentiamo ogni giorno. Un pastccio messo in piedi dagli imbrat che si è scelto, al motto se non son scemi non li vogliamo e coglione il popolo, come da lui definito, che ancora gli crede, da denunciare in massa per favoreggiamento alla delinquenza o peggio per organzzazione a delinquere. Forza Italia che ce la fai ad affondare, intanto luii si arricchisce sempre più.

Lascia la tua risposta!