In Economia
Tremonti vuole regole comuni perché «la crisi ci gira intorno»
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti , intervenendo al Forum Confcommercio in svolgimento a Cernobbio, ha sottolineato l’importanza di gestire la crisi economica internazionale nelle sue mutevoli forme rispetto ai tanti discorsi sulle possibili strategie di uscita. «Si è troppo parlato di exit strategy dalla crisi – ha detto durante il suo intervento al Forum di Confcommercio – ma il problema è il management, la gestione, perché nella sua configurazione, che è mutata, la crisi continua a girarci intorno».
Tremonti ha usato anche la metafora dei passeggeri del Titanic di prima classe che come gli altri non si sono salvati dall’affondamento della nave. «Se sei in un paese solido, ricco e stabile» è illusorio pensare di salvarti dai guai degli altri perchè «di ritorno ti arrivano gli stessi effetti». Il ministro ha però sottolineato che nelle istituzioni europee si è avviata «una riflessione comune» sulle possibili nuove regole e istituzioni anti-crisi «impensabile fino a un anno fa».
Certo, per regolamentare i mercati finanziari, in assenza di un accordo globale (si pensi alle polemiche dei giorni scorsi con gli Stati Uniti e alle prese di posizione del segretario al tesoro Tim Geithner), l’Europa dovrebbe procedere anche da sola, ha poi affermato il ministro dell’Economia. «Sui mercati è meglio una regola europea che non l’assenza di regole – ha detto – l’ideale sarebbe una regola generale, universale, ma se deve essere impossibile perchè non ci si mette d’accordo, è già intelligente mettersi d’accordo Europa su Europa; il resto si adatterà e seguirà in qualche modo». Tremonti ha anche ricordato: «I governi hanno dato alla finanza soldi per salvarsi, la finanza usa ora questi soldi per speculare contro i governi stessi».
Per quanto riguarda l’economia italiana, Tremonti si è detto consapevole di dover mettere mano a una riforma fiscale, tempo due o tre anni, mentre sugli incentivi e sugli aiuti all’industria il governo «non poteva fare di più» a causa dell’alto debito. «L’attuale sistema fiscale è stato disegnato negli anni Sessanta – ha spiegato Tremonti – e messo in legge negli anni Settanta, poi continuamente rattoppato e non so con quanta efficacia. Il sistema deve essere modificato». Secondo il ministro è fondamentale «allineare il nostro sistema fiscale al sistema sociale ed economico del paese: è impossibile continuare con un sistema di mezzo secolo fa». «Il sistema attualmente in vigore è stato studiato in otto anni: credo che 2-3 anni sia il tempo giusto» per mettere a punto la riforma «discutendo con tutti», ha concluso il ministro dell’Economia.
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