Pubblicato: 14 marzo 2010 alle 07:23
In Regione Puglia

Mille pignoramenti: a Bari annus horribilis

I dati ufficiali del primo e del secondo trimestre del 2009 dall’Adusbef.

Sono 1050 gli immobili pignorati a Bari. Il mercato immobiliare barese ha subito, come tutti i settori, gli effetti negativi della crisi economica e lo rivelano diversi fattori tra cui anche i dati dei pignoramenti immobiliari. Lo rileva Massimo Melpignano, avvocato barese e vicepresidente Adusbef Puglia.
Basta analizzare i dati per comprendere l’andamento al rialzo e costante del numerno degli appartamenti pignorati, effetto anche delle difficoltà economiche delle famiglie italiane, e baresi in questo caso, che non accenna a diminuire nonostante i segnali positivi che si iniziano a scorgere sui mercati internazionali. “In particolare, se si confrontano i dati dei pignoramenti immobiliari a Bari del primo e del secondo trimestre – spiega Melpignano – gennaio-giugno 2009, che sono stati rispettivamente 250 e 274 per un totale di 524, si nota un costante trend negativo del settore.
Nel terzo trimestre 2009 sono stati invece eseguiti 226 pignoramenti immobiliari mentre invece nel periodo ottobre – dicembre 2009 gli immobili pignorati sono stati 300″.
Mentre l’apparente diminuzione del terzo trimestre è sicuramente da addebitare al periodo feriale (in cui l’attività giudiziaria rallenta), crea allarme l’imponente numero di pignoramenti eseguiti nell’ultimo periodo dell’anno, 300 in tre mesi
Rispetto al primo trimestre del 2009 i pignoramenti nell’ultimo trimestre sono aumentati del 20 % Nel 2009, in definitiva sono state quindi pignorati circa tre immobili al giorno Se raffrontiamo questi dati con quelli del 2008, quando erano stati pignorati
1016 immobili emerge un ulteriore aumento pari al 3,4 %; se raffrontiamo i dati con quelli degli anni precedenti, i risultati sono assolutamente preoccupanti.
“E’ il frutto di una politica dissennata delle banche  – conclude Melpignano – che dopo aver venduto mutui a tasso variabile ad oltre 3 milioni di famiglie italiane, con quello che ne è conseguito per l’aumento impazzito dei relativi tassi, hanno così mandato al collasso le famiglie a causa già stremate dagli aumenti dell’euro, dall’incremento della disoccupazione, dalla crisi finanziaria causata dai titoli tossici e dal crack di banca Lehman Brothers”.

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