Pubblicato: 15 marzo 2010 alle 17:03
In Politica

Pdl verso il futuro:ecco Generazione Italia, la “svolta” interna di Gianfranco Fini

MASSIMO MORICI — –

Si chiamerà Generazione Italia e per simbolo avrà un fiocco tricolore che incrocerà una “G” verde e una “I” rossa. Il presidente della camera e coofondatore del Popolo della libertà, Gianfranco Fini, scopre le carte e lancia una nuova iniziativa che non sarà alternativa al Pdl, ma interna al partito e vicina alle sue posizioni.

Nascerà curiosamente il primo di aprile (come anticipato da Vittorio Feltri su il Giornale), mentre il battesimo arriverà l’8 e 9 maggio a Perugia durante la convention “Destinazione Futuro”. Sarà un quotidiano online, generazioneitalia.it edito dalla Fondazione Tatarella (un po’ come l’Occidentale, il quotidiano web della fondazione Magna Charta, vicina agli ex Fi), ma anche un’associazione (Amici di Generazione Italia) gemellata con Generation France, il gruppo di riflessione dell’Ump che fa capo a Jean Francois Coupé, il delfino di Nicolas Sarkozy.

Prende forma, insomma, la creatura politica della “corrente” finiana, gestita dal vice presidente vicario dei deputati del Pdl Italo Bocchino e che sarà più organica al partito e, soprattutto, meno “corsara” di Farefuturo (e il suo sito online Fwebmagazine) e del quotidiano Secolo d’Italia, che la scorsa settimana ha ribadito con forza le posizioni di Fini sul destino del Pdl e i contrasti di veduta con il premier Silvio Berlusconi:

“A livello parlamentare siamo fermi da due anni nell’interminabile querelle sulla questione giustizia, che di fatto paralizza qualsiasi ragionamento costruttivo anche con l’opposizione senza la quale è impensabile aprire una stagione di vere riforme. Il partito fa fatica a decollare in una situazione di reciproci sospetti, in cui si passa dallo stato di anarchia del territorio (dove ognuno fa quello che vuole e addirittura, per creare maggior confusione, s’è dato il via ai Club della libertà di Valducci e ai nuovi circoli della Brambilla, perché il caos o è totale o non è) al verticismo espresso a livello nazionale e fondato sull’assunto che il capo ha sempre ragione”.

I finiani, in particolare, mal digeriscono le iniziative in stile “predellino”, come i promotori della libertà che ”hanno qualcosa di delegittimante rispetto al Pdl attuale” e si rivolgono “più all’esterno del partito”, mentre Generazione Italia vorrebbe essere “l’esatto opposto”, ha provato a spiegare Italo Bocchino a il Giornale. Aggiungendo: “Noi ci rivolgiamo all’interno del Pdl, per far partire quella discussione interna che ancora manca e far crescere l’intero partito attorno a un gruppo dirigente di trentenni e quarantenni, senza mettere in discussione nulla dell’assetto attuale”.

Ecco l’obiettivo: una nuova classe dirigente del partito partendo dal territorio. “Avanti chi è bravo, chi è competente, basta con le quote 70 – 30, e basta con l’approccio tutto rivolto al ‘popolo’ del centrodestra senza mediazioni”, l’interpretazione di un finiano della prima ora al Corriere della sera. Se gli intenti sembrano buoni, ora bisognerà proprio vedere quale sarà la risposta di quel “popolo di centrodestra”, coccolato da Berlusconi quanto disprezzato dai finiani, che da molto tempo non comprende più le sortite del presidente della Camera.

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