Pubblicato: 11 aprile 2010 alle 06:36
In Regione Puglia

Due ricercatori salentini dimostrano per la Ia volta che c’è il metano sul pianeta Marte

Il collegamento Lecce-Roma è interrotto da settimane a causa di una frana nel foggiano. Quello astronomico tra Lecce e Marte, invece, funziona perfettamente. Due studiosi salentini dell’Università di Lecce hanno, infatti, provato per la prima volta la presenza di metano sul pianeta Marte. I risultati della loro ricerca sono stati pubblicati sul numero di aprile della prestigiosa rivista internazionale “Astronomy and Astrophysics”. La tecnica ideata ed utilizzata da Sergio Fonti (docente universitario a Lecce) e Giuseppe Marzo (già dottorando, assegnista, ed attualmente ricercatore presso la Nasa in California) consiste nella sofisticata elaborazione di dati da satellite. Così sono riusciti a ricavare la prima mappa della distribuzione del metano nell’atmosfera del pianeta Marte e della sua evoluzione temporale per un periodo di circa sei anni terrestri. Il lavoro degli studiosi salentini ha definitivamente escluso l’ipotesi che il metano possa provenire da sorgenti esterne: “L’origine può essere solo geologica o biologica: in entrambi i casi si tratta di una prospettiva estremamente interessante, – ha detto il professor Fonti – che rafforza la possibilità che la vita esista anche oltre i confini della nostra Terra”. Altri due gruppi di ricerca indipendenti si erano in passato cimentati invano nella ricerca di una prova definitiva. Non è la prima volta che il professor Fonti porta, con il suo lavoro, l’Università di Lecce, in progetti di ricerca internazionali. Nel 2006 era nei team internazionali che hanno lavorato sui dati della sonda spaziale europea Venus Express. Obiettivi: osservazione e studio del pianeta Venere. Il contributo dell’Università di Lecce alla missione è passato attraverso il lavoro del dipartimento di Fisica guidato da Fonti, con la collaborazione dei colleghi Armando Blanco (prorettore dell’ateneo), Vincenzo Orofino e di un gruppo di giovani ricercatori. I due strumenti della sonda furono il “PFS” (Planetary Fourier Spectrometer), spettrofotometro simile a quello a bordo della sonda Mars Express in orbita intorno a Marte, e “VIRTIS” (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer), spettrometro ad immagini simile a quello sulla sonda europea Rosetta verso la cometa Churyumov-Gerasimenko (arrivo previsto nel 2014). Chi è Sergio Fonti: nato a Cittanova (RC) nel 1945, laureato in fisica nel 1974 a Firenze, docente presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Lecce dal 1978, si occupa di Astrofisica da circa trentacinque anni. Autore di quasi 200 pubblicazioni, da qualche anno ha concentrato la sua attività di ricerca sul pianeta Marte, utilizzando i dati forniti dagli stessi strumenti spaziali che ha contributo a progettare e costruire. Fra questi, il Planetary Fourier Spectrometer a bordo della sonda europea Mars Express, lanciata dall’ESA nel 2003.
Maristella Mantuano
PUGLIA.IT

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