Pubblicato: 12 aprile 2010 alle 09:02
In Regione Molise

Pronti a dire «no» al nucleare

CAMPOBASSO Oggi il Consiglio provinciale voterà la proposta di legge regionale contro l’installazione di una centrale in Molise

In aula il giorno delle elezioni amministrative a Termoli, per votare il documento di messa al bando del nucleare. Una proposta di legge che il Consiglio provinciale di Campobasso voterà questa mattina, sempre che non si decida di andare alla seconda convocazione fissata per mercoledì, in considerazione della concomitanza tra la riunione e l’appuntamento elettorale in corso. Una vera e propria proposta di legge regionale, che la Provincia ha facoltà di presentare secondo lo statuto attualmente in vigore a Palazzo Moffa.

E che l’assemblea di via IV Novembre potrà poi decidere di accogliere o di respingere. Un tema, quello del no al nucleare, che mette d’accordo maggioranza e opposizione, e che non dovrebbe dunque rappresentare una «prova del nove» per l’esecutivo e per la maggioranza a Palazzo Magno, alle prese con le «grandi manovre» che precedono il doppio appuntamento elettorale del 2011, le provinciali e le regionali. La «grand coalition» messa in piedi dal presidente D’Ascanio dopo la frattura con i tre consiglieri del Pd Macchiarola, Manes Gravina e Neri, sostenuta da due esponenti dell’Udc (Giovanna Picciano) e dell’Udeur (Libero Arienzale), sembra infatti scricchiolare per le voci, tutt’altro che infondate, di imminenti cambi di casacca e di schieramento.

In discussione non c’è soltanto l’appoggio esterno all’esecutivo da parte dell’Udc e dell’Udeur ma lo stesso e l’assetto numerico della maggioranza, che potrebbe saltare in caso di abbandono di consiglieri e assessori, a partire da Tiberio e Nagni, che fino a qualche mese fa si erano presentati come fedelissimi del presidente, al suo fianco anche nel passaggio dal Pd all’Idv. E che, non da soli, potrebbero passare al Centrodestra. Una situazione politicamente calda, che potrebbe portare a un imminente rimpasto di giunta e a un riavvicinamento tra D’Ascanio e i tre consiglieri da tempo «sull’Aventino», testimoniato anche dall’accordo Pd-Idv raggiunto a Termoli per il ballottaggio. Uno scontro frontale rinviato con tutta probabilità al dopo elezioni, sempre che non riesca il tentativo di mediazione in atto.

CARMEN SEPEDE

IL TEMPO

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