Pubblicato: 11 settembre 2008 alle 16:27
In Cronaca

Referendum salvacoste si farà il 5 ottobre

Il Comitato per il Sì all’abrogazione della legge regionale n. 8 del 2004, conosciuta come Salvacoste, mobiliterà 10.000 volontari, uno ogni 100 elettori, in tutta la Sardegna per il referendum del prossimo 5 ottobre.

 Da oggi parte la campagna “Vota Sì per la Sardegna”, presentata alla stampa in un incontro a Cagliari cui ha partecipato il parlamentare di Forza Italia Mauro Pili assieme agli esponenti regionali dei partiti del centrodestra e a diversi amministratori locali, tra i quali il sindaco del capoluogo Emilio Floris. Obiettivo dell’iniziativa è convincere un milione di elettori ad andare alle urne. La campagna, che lo stesso Pili ha definito “povera di risorse”, sarà imperniata su quattro temi fondamentali. Per i promotori del Comitato per il Sì la legge salvacoste “ha escluso i comuni dalla panificazione urbanistica, impedisce lo sviluppo turistico, consente la speculazione immobiliare, esclude i sardi dalla difesa dell’ambiente e crea disoccupazione”. Nei prossimi 10 giorni il Comitato si prepara ad accogliere le adesioni dei volontari che diffonderanno gli slogan della campagna. Con l’adesione alla campagna per il sì, che sarà possibile in gazebo e punti d’incontro allestiti in ogni comune, o anche attraverso il sito internet www.votasiperlasardegna.it, l’impegno assunto da ogni volontario sarà quello di contattare 100 elettori, secondo una strategia di propaganda elettorale “multilevel”. Durante l’incontro di oggi è stata annunciata anche la mobilitazione dei sindaci sardi e l’avvio di una raccolta fondi per sostenere il Comitato. “La Legge in questione”, ha spiegato Pili, “consente la speculazione immobiliare a vantaggio di pochi. La norma, infatti, ha deprezzato il valore dei terreni delle zone agricole e delle coste, mettendo i proprietari nelle condizioni di dover vendere a basso costo”. Il coordinatore regionale di Forza Italia, Ugo Cappellacci, ha ribadito i motivi della mobilitazione per il sì al referendum. “Iniziamo una battaglia per scardinare alla radice il Piano Paesaggistico regionale che ha causato tanti danni in Sardegna”, ha detto Cappellacci. “Noi siamo per il rispetto dell’ambiente, in un processo virtuoso, però, che vede andare avanti insieme anche il benessere e lo sviluppo della popolazione”. Cappellacci ha anche spiegato che l’obiettivo della mobilitazione è ripristinare il principio secondo il quale devono essere i Comuni a pianificare la gestione del territorio, “contro il meccanismo attuale che permette a pochi di decidere per tutti”.

I QUESITI REFERENDARI. Il 5 ottobre prossimo i sardi saranno chiamati alle urne per esprimere il voto su tre referendum abrogativi in materia di gestione dell’acqua e tutela paesaggistica. Il primo quesito chiede agli elettori di pronunciarsi sull’articolo 3 della legge regionale n. 29 del 1997, “Istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della Legge regionale 5 gennaio 1994, n. 36″. Il riferimento è a quella parte della norma che impone un unico ambito territoriale per tutta la Sardegna. Il secondo quesito, collegato al primo, propone l’abrogazione di un’altra parte della legge regionale 29/97. In questo caso, l’oggetto della consultazione è l’articolo 15, che stabilisce la tariffa unica d’ambito per la Sardegna. L’ultimo dei tre quesiti chiede ai cittadini di decidere sulla cancellazione o meno di un’intera legge regionale, la numero 8 del 2004, “Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la Pianificazione Paesaggistica e la tutela del Territorio Regionale”, più nota come legge salvacoste. Gli elettori chiamati alle urne potranno votare domenica 5 ottobre dalle 6.30 alle 22, mentre le operazioni di scrutinio comincerrano dalle 7 del giorno successivo.

L’Unione Sarda

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