In Cronaca
Viaggiava gratis sul treno, per punizione pulirà le carrozze. Accordo tra Trenord e i genitori
(Emiliano Crespi) MILANO – «Dopodomani è il primo del mese, ricordati l’abbonamento. I soldi sono sul tavolo». Sembra di vederlo e di sentirlo, questo padre di famiglia che raccomanda al figlio sedicenne di rinnovare il «mensile» del treno che ogni giorno da casa lo porta a scuola. E il ragazzino, i soldi se li mette sì in tasca, ma all’abbonamento non ci pensa proprio. Quei soldi dal suo portafoglio usciranno soltanto per divertirsi con compagni, amici e fidanzatina. E il treno? Sembra di vederlo e sentirlo questo teenager brianzolo: «Ci saranno mille persone schiacciate nelle carrozze, il controllore deve beccare proprio me? E se anche mi sgamasse, che mi può fare? Alla peggio, mi fa la multa. E allora? Tanto mica la pago».
LE MULTE – Per mesi questo ragazzino è andato avanti imbrogliando la buona fede del padre, bugia dopo bugia, un abbonamento scaduto dopo l’altro. La verità è venuta a galla quando a casa del baby furbetto del treno è arrivato il verbale di Trenord, con annessa sanzione di 251 euro da pagare. Che cosa faccia a faccia si siano detti fra le mura domestiche padre e figlio non si sa, ciò che si sa invece è il contenuto della lettera che questo genitore ha spedito all’azienda ferroviaria.
LA LETTERA – Scrive: «Esprimo il mio rammarico in quanto, come famiglia, abbiamo sempre cercato di trasmettere ai nostri figli i valori delle regole del vivere civile: mi scuso per quanto accaduto, confermandovi di aver richiamato e punito mio figlio affinché ciò non si ripeta più». E dopo le scuse, una proposta: «Chiedo che la sanzione pecuniaria possa essere ridotta al minimo (ad esempio, il corrispettivo del biglietto pagato a bordo treno?) e trasformando la differenze a vostro credito in ore di lavoro gratuite da far svolgere a mio figlio (per esempio pulizie/riordino locali/carrozze), consentendomi di ridurre così un esborso economico impegnativo ed al contempo di impartire un’utile lezione educativa al trasgressore».
LA SANZIONE – Pagare la multa o lavorare, dunque? Giuseppe Biesuz, amministratore delegato di Trenord, raccoglie l’offerta di risarcimento non in denaro, ma con un lavoro socialmente utile: «A giugno, quando la scuola sarà terminata – spiega – il baby trasgressore salderà la sanzione lavorando per una settimana nelle nostre officine di Milano-Fiorenza. Ripulirà le carrozze dai graffiti, con detergente e spazzoli, gomito a gomito con gli operai del primo turno». Sveglia all’alba, sudore e fatica, affinché questa «sia per lui un’esperienza che lasci un segno», riflette Biesuz. Ma il numero uno di Trenord tiene a sottolineare che quella dei lavori socialmente utili non può diventare la regola per coloro che vengono multati in quanto viaggiatori irregolari. «Vogliamo che questo sia e resti un caso simbolo. Perché la regola è che le sanzioni si pagano. Ma prima ancora, si paghino biglietti e abbonamenti».
Paolo Marelli
corriere della sera


