In Regione Puglia
Spending review, dal 2013 rischio Irpef più alta in 8 regioni con sanità in rosso. Ai Comuni 800 milioni
Le regioni in deficit sul fonte della Sanità – Lazio, Campania, Abruzzo, Molise, Sicilia, Calabria, Piemonte e Puglia – che hanno dovuto predisporre i piani di rientro, potranno anticipare dal 2014 al 2013 la maggiorazione dell’addizionale regionale Irpef di 1,1 punti percentuali, ora fissata allo 0,5 per cento. È quanto contenuto nell’emendamento all’articolo 16 al decreto sulla spending review, approvato dalla Commissione Bilancio e Finanze del Senato, su proposta dai senatori Pdl Giuseppe Esposito, Cinzia Bonfrisco, Simona Vicari e Paolo Tancredi.
Arrivano 800 milioni per i Comuni
Sempre come emendamento all’articolo 16, via libera anche ad un emendamento dei relatori Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) e Paolo Giaretta (Pd) che autorizza lo stanziamento di 800 milioni di euro, attraverso le Regioni, ai Comuni delle Regioni a statuto ordinario, Sicilia e Sardegna prelevandone una parte (300 milioni) dal fondo per i Comuni virtuosi mentre gli altri 500 milioni arriveranno da un fondo dell’Agenzia delle Entrate da cui si attinge per i rimborsi e le compensazioni fiscali. All’emendamento é allegata una tabella che ripartisce l’importo per ogni singola regione. La Sicilia è destinato il contributo più consistente (171,5 milioni di euro), seguita da Lombardia e Sardegna rispettivamente con 83,3 e 82,3 milioni di euro, Quindi il Lazio (79,3), Campania (58,8), Piemonte (46,8), Puglia (43,6), Emilia Romagna (41,9) milioni di euro e così via.
videoDraghi: “Con la spending review l’Italia raggiungerà gli obiettivi fiscali”
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Rush notturno, domani attesa la fiducia
Dopo una lunga giornata di confronto, la commissione Bilancio si appresta ora al rush notturno per chiudere l’esame del decreto legge spending review e consentire l’approdo in Aula del provvedimento domani mattina. «Penso che arriveremo ad un accordo migliorativo del testo e registreremo compattezza sulle proposte che i relatori stanno formulando, come peraltro é avvenuto finora» sottolinea il presidente della Commissione, Antonio Azzollini (Pdl). Domani viene data per scontata la richiesta di fiducia del Governo su un maxi-emendamento che, oltre al testo uscito dalla Commissione comprenderà anche il Dl sulle dismissioni
In house, nuove regole per le cessioni
Approvate ieri in seduta notturna anche nuove regole per la cessione delle società in house. Le commissioni hanno detto sì ad un emendamento che modifica l’articolo 4 del decreto spending review, eliminando il meccanismo automatico per la messa in liquidazione o privatizzazione delle società in house, che sarà sostituito da una procedura di verifica sull’attività’ delle aziende. Porta invece la firma del senatore Massimo Garavaglia (Lega Nord) l’emendamento, approvato oggi, che fissa il tetto di 300mila euro per la retribuzione a manager e dipendenti delle aziende partecipate dallo Stato, non quotate, Rai compresa.
Le novità nel “pacchetto” dei relatori
Tra gli emendamenti varati oggi dalle commissioni su proposta dei relatori anche il taglio del costo delle locazioni degli uffici pubblici, pari al 15%, che si applicherà da subito per i contratti scaduti o che scadranno dopo l’entrata in vigore del provvedimento. Più tempo anche per ridurre le spese del personale dell’amministrazione dell’interno e del servizio all’estero: per ridurre i dirigenti ci saranno sei mesi di tempo in più, con il vecchio termine del 31 ottobre 2012 che viene spostato al 30 aprile 2013. Dai tagli delle promozioni si potrebbero salvare invece la Guardia di finanza, i Carabinieri, la Capitaneria di porto e la Polizia penitenziaria, che non saranno colpiti dalla rideterminazione delle dotazioni organiche degli ufficiali.
Intercettazioni, nuovi risparmi sulla spesa
Tra le novità contenute nel pacchetto dei relatori, ma ancora da approvare, anche un ulteriore incremento dei risparmi previsti dai tagli alle intercettazioni telefoniche. Nella prima versione del decreto si stabiliva una riduzione delle risorse pari a 20 milioni, che nell’emendamento dei relatori sale a 25 milioni. Previsto anche il trasferimento di proprietà dell’Arsenale di Venezia al Comune. Le somme che saranno ricavate dall’utilizzo del compendio dovranno andare esclusivamente alla gestione e valorizzazione dell’Arsenale.
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