Pubblicato: 13 maggio 2009 alle 15:13
In Cronaca

Internet:l’Ue Vuole privatizzare l’organismo di controllo

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Di Alberto Burba

In materia di Internet governance, l’Unione europea ha un obiettivo da qui alla fine di settembre: fare pressioni per rivedere l’organizzazione della Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (altrimenti nota come Icann). Stando a quanto ha detto Viviane Reding (commissario Ue per la società dell’informazione e i media) è ora che l’organismo che assegna i domini tipo .com, .net, .org e via dicendo diventi un autentico ente autonomo e indipendente. Di fatto, l’ICANN è una organizzazione no profit fondata nel 1998 ma che opera sotto il controllo del dipartimento del commercio statunitense. Questo al commissario dell’Unione europea non va proprio a genio. Comunque, alla fine di settembre scade il contratto che lega l’Icann all’istituto americano. “Questo apre delle possibilità per una totale privatizzazione dell’ente a partire dal primo ottobre”, ha detto la signora Reding. In un messaggio del 4 maggio rivolto al presidente statunitense Barack Obama, il commissario Ue ha quindi chiesto la collaborazione per dar vita a un nuovo istituto di controllo, “più trasparente, più responsabile, più democratico e più multilaterale”. Insomma, come ha scritto Libération il 9 maggio, il messaggio che il commissario Ue ha mandato al presidente Usa può essere riassunto con due parole: Yes, Icann.

Il risparmio secondo Le Figaro
In tempo di crisi è imperativo risparmiare. E così Le Figaro si è inventato una soluzione piuttosto insolita. In settimana il quotidiano francese ha fatto sapere che d’ora in avanti non pubblicherà più in occasione delle più importanti festività. Nello specifico, Le Figaro non sarà più in vendita in edicola il 25 dicembre, il primo gennaio e il 15 agosto. Un portavoce del foglio transalpino ha però sottolineato che se la direzione lo riterrà necessario, il quotidiano potrà comunque pubblicare in queste giornate (ad esempio nel caso di grossi avvenimenti nazionali o internazionali che richiedono una adeguata copertura). La scelta del Figaro non è però nuova in Francia. Altri quotidiani, come La Croix, L’Humanité, Les Echos e La Tribune, da tempo non escono in occasione delle principali festività.

Murdoch: basta leggere le news a scrocco, ora si paga

Il magnate dei media Rupert Murdoch ha intenzione di far pagare ciò che pubblica in Rete. Solo un anno fa il presidente di News Corp. aveva annunciato al mondo l’intenzione di rendere completamente gratuito il sito di una delle sue ammiraglie: il Wall Street Journal. Ora frena. Anzi, fa marcia indietro e fa sapere che a breve la consultazione di parte del sito sarà a pagamento. La formula prevista è quella del “micropagamento”. Ossia un obolo versato per accedere a un articolo una sezione particolare. Il direttore generale del quotidiano finanziario, Robert Thomson, lunedì 11 maggio ha fatto sapere che entro l’autunno sarà presentato un nuovo “e sofisticato” servizio di pagamenti. Il sistema è stato pensato per quei lettori che si collegano al sito di tanto in tanto e che ovviamente non hanno nessuna intenzione di pagare un abbonamento annuale di 100 dollari. Secondo la stampa a stelle e strisce, l’iniziativa del Wall Street Journal è un esperimento che, se funzionerà, potrà essere allargato ad altre testate globali del gruppo, come il Sun, il Times, il New York Post.

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